Agis scatena il dibattito: «Cinema e teatri sono luoghi sicuri»

Per l’Agis, su 2782 spettacoli messi in scena in circa 4 mesi c’è stato solo un caso di contagio: fermare il mondo dello spettacolo è una decisione folle?

Secondo uno studio redatto dall’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (Agis), nel periodo che intercorre tra il 15 giugno e il 10 ottobre, su 2782 spettacoli messi in scena, è stato registrato solo un unico caso isolato di contagio da Covid-19. Con questi dati alla mano il disappunto generale nei riguardi del governo che ha da poco deciso di chiudere cinema e teatri, risulta più che comprensibile. Il nuovo Dcpm firmato dal premier Conte nella giornata di ieri – domenica 25 ottobre – va ancora una volta a penalizzare i lavoratori dello spettacolo, costretti a rimanere a casa almeno fino al 24 di novembre.

IL DIBATTITO – Il presidente dell’Agis Carlo Fontana non ha affatto voluto nascondere il proprio disdegno nei confronti delle nuove direttive: «I luoghi di spettacolo si sono rivelati tra i più sicuri spazi di aggregazione sociale, chiudere nuovamente cinema e teatri rappresenta una scelta devastante per il nostro Paese», così ha scritto in una lettera al premier Conte. Subito dopo la replica del ministro Dario Franceschini: «Un dolore la chiusura di teatri e cinema, ma oggi la priorità rimane tutelare la vita e la salute».

SUI SOCIAL – A sostegno della ricerca Agis, anche altri personaggi influenti nel mondo spettacolo hanno voluto assolutamente dire la loro: tramite post su Instagram, Alessandra Amoroso e Lodo Guenzi hanno mostrato il loro affetto e la loro vicinanza nei confronti di tutti quei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.

 

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Vecchia foto in camerino. Non ricordo ne quando ne dove. Di là c’erano un po’ di persone venute a farsi raccontare una storia. Questa buonanotte e per quelli privilegiati come me, che hanno avuto il culo di fare il mestiere che amano e che magari gli è andata così bene da sopravvivere anche se saltano due tour in un anno. Però anche per quelli che non sono stati fortunati uguale e forse smetteranno per sempre. Poi per i tecnici, che si spaccano la schiena per lavorare dieci ore a chiamata, e se si ferma il mondo a loro crolla addosso. Per le agenzie, che sono in rimessa. Per i club che resistono, e i tantissimi che sono morti in questi mesi. Per la tenerezza e lo scrupolo con ci siamo inventati spettacoli nuovi per mantenere igiene e distanze, per come abbiamo fatto delle platee i palchi e dei palchetti le platee. Per le piccole associazioni, per i promoter, per i tour manager, per gli assistenti alla regia, per un mare di gente che ci campa e domani, sinceramente, chi lo sa. Restano solo questi due numeri: 350.000 spettatori in 4 mesi, 1 contagiato. E la consapevolezza amara di essere gli ultimi degli stronzi, anche quando fai sold out, anche quando vendi i dischi, anche quando vinci i premi e i politici ti invitano a parlare con loro di cultura. Meno della messa, meno delle metro e treni sovraffollati anche negli orari in cui non si va a lavoro, meno dei musei. Meno, meno, meno. Forza regaz, per ora solo questo. Magari domani mi viene un’idea migliore. Notte. #love #rocknroll

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Lo spettacolo dal vivo “luogo sicuro”. (Scorrete l’immagine per leggere tutto il comunicato).

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