La cittadinanza di Mauritius tenta di salvare il mare con… i propri capelli

Tonnellate di carburante si stanno versando in mare e l’intera cittadinanza di Mauritius si è messa in prima linea per affrontare la crisi ambientale

Da una settimana, la nave giapponese MV Wakashio, che alla fine di luglio si era incagliata sulla barriera corallina mauriziana, ha iniziato a spezzarsi e a riversare carburante nell’Oceano Indiano. L’intera cittadinanza di Mauritius sta facendo di tutto per migliorare la situazione. Tra i vari aiuti, quello più importante è la donazione dei propri capelli.

CRISI – Il primo ministro, Pravind Jugnauth, ha dichiarato lo stato d’emergenza per una crisi che colpisce tutto il mondo e tutti i mauriziani. Sono proprio loro, i mauriziani, ad essere entrati in azione per proteggere il proprio mare. Migliaia di volontari hanno passato la scorsa settimana a tentare di contenere lo sversamento in ogni modo, persino donando i proprio capelli che – infilati in calze di nylon – creano boma protettivi e assorbenti.

MITIGARE IL DISASTRO – «L’intera isola è sotto shock – dice Sunil Dowarkasing, consulente ambientale ed ex parlamentare -. Non saremo mai in grado di riprenderci da questo danno. Ma quello che possiamo fare è cercare di mitigare il più possibile la situazione». L’isola corallina ospita molte specie caratteristiche a rischio in queste ore: «Migliaia di specie nelle lagune incontaminate di Blue Bay, Pointe d’Esny e Mahebourg rischiano di annegare in un mare di inquinamento», avverte Happy Khambule di Greenpeace Africa. Mentre i volontari hanno trasferito per sicurezza tartarughe e piante protette in un’altra isola vicina al luogo dell’incidente.


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