Milano, addio nel giro di 24 ore alla coppia d’amore (e d’arte) Enzo e Lea

Enzo Mari, designer e Lea Vergine, curatrice e critica, sono morti pochi giorni fa in ospedale. A distanza di 24h il Covid-19 si è portato via con sé la coppia d’arte

Enzo Mari, designer di origine piemontese, e Lea Vergine, curatrice e critica d’arte, sono morti rapiti dal coronavirus. La morte li ha colti praticamente insieme, a sole 24 ore di distanza; 88 anni lui, 82 lei, ammantando di struggente romanticismo la fine di un’unione durata oltre 50 anni. Prima la morte di Enzo, poi è toccato a Lea. Un amore che non ha avuto confini né regole e che fin dall’inizio non era stato accettato da nessuno. Un rapporto iniziato da amanti – entrambi si erano sposati giovanissimi – che, però, costò loro non poche difficoltà nell’Italia pre divorzio degli anni Sessanta e persino l’arresto per concubinaggio. Ma il loro amore superò tutto, si sposarono ed ebbero una figlia.

RICORDI – Un uomo e una donna di grande spicco, che nonostante la morte ci hanno lasciato grandi insegnamenti. Lea Vergine critica dell’arte, nella sua vita ha sempre cercato di trovare un senso dell’arte, capire il perché e le motivazioni per cui un pittore si spingeva a disegnare e a perdersi in quel mondo, tanto affascinante quanto turbolento. «L’arte è importante perché non è necessaria. E il superfluo è ciò che ci serve per essere un po’ felici», spiegava sicura la grande curatrice con quella voce profonda che sembrava scolpita dal fumo delle sue mille sigarette. E aggiungeva sarcastica: «Non ti aiuta a risolvere i problemi della vita, ma è un rifugio, in questo senso è un po’ come una benzodiadepina».


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