Era inevitabile: «Non ti sento!» è l’espressione dell’anno 2020

La videochiamata simbolo del 2020, segnato dalla pandemia da Covid-19. Quante volte non siamo riusciti a sentire i nostri interlocutori? A volte per lo spegnimento del microfono…

Un curioso studio del New York Times, portato avanti da una famosa linguista, ha raccolto le parole e le frasi più utilizzate nel 2020. «Non ti sento!» è in cima alle espressioni più prodotte da tutti noi, nel mondo, in un anno segnato dalla pandemia, dal distanziamento sociale e quindi dall’incremento vertiginoso di videochiamate, tramite le app più disparate, da Zoom a Teams passando per Discord e Skype. Il Covid-19 ha inevitabilmente cambiato il nostro linguaggio, fino a dieci mesi fa non avremmo mai pensato di indossare mascherine, sentir parlare di “zone rosse”, lockdown e molto altro ancora.

VIDEOCALL – Il classico «non ti sento» è stato spesso sinonimo di frustrazione, perché spesso le connessioni fanno le bizze, perché purtroppo la videocall è stato l’unico modo – per tanto tempo – per poter chiamare, ascoltare, condividere pensieri e parole con le persone più care. E quante volte non si poteva interagire per lo spegnimento, fortuito, di un microfono. Problematiche ricorrenti, anche adesso. Per trovarsi di persona bisognerà ancora attendere ancora un po’, ma la comunicazione resiste, il collegamento prosegue. Buon 2021 a tutti!


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