Infermieri nel dimenticatoio: tra turni massacranti e stipendi bassi

Gli infermieri, tanto lodati durante il lockdown, sono tornati nel dimenticatoio tra personale dimezzato, stipendi bassi e turni infiniti

Eroi per qualche mese, dimenticati a fine emergenza. Gli “eroi delle corsie” hanno ottenuto un bonus una tantum, con una cifra che è variata su base regionale. Ai più fortunati sono arrivati un migliaio di euro aggiuntivi. Tuttavia, nessun intervento strutturale sia da un punto di vista economico che rispetto al rafforzamento degli organici. Gli infermieri sono tornati nel dimenticatoio.

MANCANZA DI PERSONALE – Secondo le stime della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), servirebbero 53.860 infermieri in tutta Italia per garantire un rapporto equilibrato con i pazienti. «La carenza complessiva è di oltre 20mila unità per poter fare fronte alle necessità legate al rispetto della normativa europea su turni e orari di lavoro nelle strutture del Sistema sanitario nazionale e oltre 30mila unità per rendere efficiente l’assistenza sul territorio», riferisce un dossier della Fnopi. Per capire la dimensione del fenomeno: in Lombardia, la regione flagellata dall’epidemia di Covid-19, sarebbero necessari oltre 8mila infermieri.

STIPENDI BASSI – Inoltre su circa 29mila operatori sanitari infettati dal coronavirus, ci sono stati almeno 14mila infermieri contagiati, circa il 47% di chi era impegnato in prima linea. Anche per questo motivo, il 15 ottobre gli “eroi in camice” hanno deciso di manifestare davanti alla Camera dei deputati per chiedere misure strutturali e non bonus. Come se non bastasse, da un punto di vista economico, non si è registrato alcun miglioramento. La busta paga base resta di circa 1.500 euro, compresi turni serali e giorni festivi. Il confronto con i colleghi europei è amaro: in Germania, quasi la stessa cifra viene percepita per un monte di 28 ore di lavoro. «Siamo pagati – sintetizza il numero uno di Nursind, Andre Bottega – come diplomati e non come laureati».


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