Liguria, minaccia per le spiagge: sono sempre meno quelle libere

Nel nuovo rapporto di Legambiente la Liguria e le sue spiagge risultano sempre meno e soprattutto a rischio erosione a causa di molti cambiamenti

Questa insolita estate 2020 sta portando alcune sorprese sulle principali riviere italiane. Oggi, infatti, parliamo della Liguria e delle sue coste. L’ultimo rapporto di Legambiente rende noto come siano presenti sempre meno spiagge libere a causa soprattutto della concessione di queste ultime a stabilimenti balneari ma anche per l’inquinamento delle acque e l’aggressione della erosione costiera.

I DATI – La Liguria vanta il record della percentuale maggiore di costa sabbiosa occupata, infatti, il 69,8% risulta concessa a stabilimenti balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici. Per quanto riguarda la costa non fruibile, perché inquinata, la Liguria è al terzo posto con il 7,3%. Inoltre, dal 1970 i tratti di litorale soggetti a erosione sono triplicati e oggi ne soffre il 46% delle coste sabbiose. È preoccupante pensare a quanto potrà avvenire in uno scenario di cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare come quello in atto in quanto, secondo Enea, 40 ambiti costieri sono a rischio di inondazione.

SVOLTE GREEN – Le notizie positive vengono dalla crescita di stabilimenti che puntano su un’offerta green e di qualità. «Le spiagge rappresentano una straordinaria risorsa del nostro Paese, sia in chiave ambientale che turistica – ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente -, la sfida che vogliamo lanciare ai comuni costieri, ai balneari, al Governo […] è un obiettivo condiviso perché vi siano maggiori e più efficaci controlli rispetto alle trasformazioni in corso lungo le coste italiane, per trovare regole capaci di migliorare e diversificare l’offerta, di affrontare questioni ambientali, come l’erosione, che si aggraveranno in una prospettiva di cambiamenti climatici».


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