Le piante ricordano e sanno contare: la ricerca dell’Università di Padova

Secondo i ricercatori dell’Università di Padova, le piante sono in grado di prendere decisioni, avere memoria e perfino contare

Una serie di studi condotti dagli esperti dell’Università di Padova e successivamente pubblicati su varie riviste specifiche, hanno dimostrato che le piante, pur non essendo dotate di organo celebrale, sono in grado di rispondere a degli stimoli esterni, comunicando, ricordando e persino contando. Tra le specie vegetali analizzate, è finita sotto osservazione la Dionea, anche detta Venere acchiappamosche, che sembrebbere essere in grado di contare il numero di passi compiuti dalla preda in avvicinamento. «Abbiamo notato che la pianta intrappola la preda solo quando l’insetto la innesca due volte in massimo 20 secondi», spiega il professore Umberto Castiello dell’università padovana, come se la pianta avesse bisogno di contare i passi delle prede per risparmiare energia e ottimizzare le sue risorse.

pianteL’ESPERIMENTO – Un’altra interessante ricerca collega invece il fattore della memoria con la pianta in fiore di mimosa, la quale secondo gli studi riuscirebbe a ricordare di essere caduta in precedenza. Dopo aver lasciato cadere la pianta numerossime volte da un altezza minima, gli esperti hanno infatti notato che alla fine dell’esperimento la mimosa non ha più piegato le foglie in risposta difensiva, come se avesse finalmente compreso che non avrebbe avuto conseguenze nel cadere da quella altezza. Sebbene la cosa possa sembrare alquanto insolita, non si tratta quindi di semplici aneddoti, bensì di prove ripetute con valenza scientifica, che continueranno ad essere osservate e studiate.


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