Teatro alla Scala, cancellata la campagna abbonamenti: non succedeva da un secolo

Alla luce dell’enorme crisi economica dovuta alla pandemia di Covid-19, il Teatro alla Scala di Milano cancella gli abbonamenti annuali

Il Teatro alla Scala di Milano, considerato ad oggi uno dei più prestigiosi teatri al mondo è stato anch’esso colpito dalla pesante crisi economica che, negli ultimi mesi, incombe minacciosa sul nostro Paese. Colpito ed affondato, il teatro è stato infatti costretto a cancellare la campagna abbonamenti che da anni attirava moltissimi spettatori affezionati. Il motivo? Troppi punti interrogativi che non permettono di fare piani a lungo termine. Escludendo i bombardamenti del ’43 e del ’46, una soluzione del genere era stata adottata solamente nel 1920 quando l’allora sindaco di Milano istituì l’Ente Autonomo, sottraendo così il teatro all’influenza e al controllo dei vecchi palchettisti.

I DANNI – Le perdite in termini di denaro al momento sono pari a circa 15 milioni di euro. Attualmente la capienza è ridotta di un terzo: 700 posti sugli oltre 2mila disponibili, ma il sovrintendente Dominique Meyer teme che a causa degli ultimi numeri in preoccupante aumento, si possa apportare un’ulteriore stretta. Per tamponare la situazione i sindacati vorrebbero puntare sulla trasmissione degli spettacoli in diretta streaming. Affinché la soluzione diventi realtà serve però un cospicuo investimento da 900mila euro in telecamere e attrezzature. Un progetto attualmente troppo costoso per essere concretizzato.


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