Sanremo 2020, i giudizi della seconda serata

Gabbani, Pelù e i Pinguini Tattici Nucleari i più votati della seconda serata di Sanremo 2020. Ecco i nostri giudizi

Si è svolta mercoledì sera, 5 febbraio, la seconda serata del Festival di Sanremo 2020. Hanno cominciato le Nuove Proposte con le ultime due sfide dei quarti di finale, poi si sono esibiti i 12 della categoria Campioni che non erano saliti sul palco il martedì. Ecco, di seguito, i nostri giudizi a riguardo, che ripercorrono grossomodo quanto elaborato dalla giuria demoscopica.


NUOVE PROPOSTE

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Prima sfida

GABRIELLA MARTINELLI E LULA | Il gigante d’acciaio
Apre la seconda serata, dopo la gag con Amadeus e Fiorello, travestito da Maria De Filippi, il duo che ha vinto Area Sanremo. Versatile, coinvolgente, che accende subito il Teatro Ariston. Canzone forte come il tema raccontato, più che mai attuale: si racconta del dramma dell’ex Ilva, e la Puglia tifa per loro. La giuria demoscopica, però, premia l’avversario al 51%.

FASMA | Per sentirmi vivo
Era fra i più gettonati al successo nella sua categoria, Fasma non tradisce le attese, portando sul palco dell’Ariston un brano che mette insieme rap e pop. Il significato del testo è meno intenso delle avversarie, ma convince la giuria che infatti lo porta alle semifinali.

Seconda sfida

MARCO SENTIERI | Billy blu
Da subito il suo pezzo si presenta cupo, serio, in qualche modo “particolare”. D’altronde, un tema importante come quello del bullismo va raccontato in un determinato modo: la presenza scenica di Marco è da veterano, pesa perfettamente le parole e per questo riesce a fare la differenza. Accede alle semifinali col 52% dei voti.

MATTEO FAUSTINI | Nel bene e nel male
Delle quattro Nuove Proposte di questa sera è quello con la voce più bella e limpida, che siano le parti cantate o quelle parlate. Anche lui disinvolto, acchiappa il pubblico con un brano molto intenso, emozionante e… “sanremese”. Viene eliminato per pochissimo, ma parliamo di un talento assoluto che sicuramente farà strada.


CAMPIONI

PIERO PELÙ | Gigante
Il nonno più rock del panorama musicale italiano festeggia 40 anni di carriera con la prima partecipazione al festival. Di giorno pulisce le spiagge di Sanremo dalla plastica, di notte s’infila i panni della rockstar e torna quello di sempre, scendendo anche fra la folla, anche se il pezzo, dedicato al nipote, suona come una poesia dolce che inneggia alla vita. Peccato si capiscano poco le parole, forse un problema di audio, ma la giuria lo premia a tal punto da essere sul podio della classifica generale provvisoria.

ELETTRA LAMBORGHINI | Musica (e il resto scompare)
Nemmeno era stato annunciato il suo nome che il pubblico ha cominciato ad urlare, in segno di apprezzamento. Elettra certamente fra le più attese di questa edizione: il brano vivacizza il pubblico, ma sappiamo bene che le qualità canore non sono il punto di forza della ricca ereditiera. Non gli riesce particolarmente bene nemmeno il twerk, che invece è il suo marchio di fabbrica, dovendolo dosare più che può, visto il contesto…

ENRICO NIGIOTTI | Baciami adesso
All’alba delle 22.27 sale sul palco il terzo artista. Seconda partecipazione consecutiva per Enrico, che era stato sia ad Amici che a X-Factor. La sua firma è lampante e inconfondibile: il climax ascendente dell’artista toscano è noto a tutti: parte quasi sottovoce per poi partire a mille, liberandosi di tutto ciò che ha dentro. Meglio di Nonno Hollywood? Difficile capirlo al primo ascolto. Al momento, in classifica, è ben più indietro di quanto previsto alla vigilia.

LEVANTE | Tikibombom
Reduce dal successo del primo forum di Assago col suo Magmamemoria, la cantautrice indie siciliana per la prima volta calca il palco di Sanremo e lo fa con grande grinta e con un pezzo molto elaborato, nel suo stile consueto, perché tutto si può dire di lei tranne che scriva male. Entrata in punti di piedi e con dolcezza, potrebbe diventare l’outsider per i primissimi posti della classifica. Infatti è lì, nella Top 10.

PIGUINI TATTICI NUCLEARI | Ringo Starr
Amadeus li presenta come il gruppo più indie di questa edizione. I Pinguini, da Bergamo, ormai non sono più di nicchia: pian piano hanno cominciato a farsi conoscere dappertutto e Sanremo rappresenta per loro, probabilmente, la consacrazione. Energia e vivacità allo stato puro, viene facilmente alla mente l’exploit de Lo Stato Sociale di un paio di anni fa. Beh, come non augurare loro la stessa fortuna in classifica?

TOSCA | Ho amato tutto
La prima grande Artista (con la A maiuscola) della serata, a tutto tondo. Inizia il brano e la prima sensazione è che finalmente andiamo ad ascoltare una voce chiara, pulita, di classe. L’artista romana alterna delicatezza a ruvidità, nei punti in cui serve, per confezionare un prodotto perfetto per la realtà del Festival di Sanremo. Merita le prime posizioni.

FRANCESCO GABBANI | Viceversa
Dopo le vulcaniche Amen e Occidentali’s Karma, che hanno vinto rispettivamente le sezioni Nuove Proposte e Campioni fra il 2016 e il 2017, Gabbani porta in scena un pezzo più melodico e “contenuto”, con volontà di rivalutare il senso della condivisione. Un gradito e bellissimo ritorno, è tra le migliori canzoni ascoltate fra la prima e la seconda serata. Per sbilanciarsi così dopo un solo ascolto… ce ne vuole! Al vertice della classifica generale delle 24 esibizioni.

PAOLO JANNACCI | Voglio parlarti adesso
Esordio al festival da cantante per il figlio d’arte, conosciutissimo musicista. Brano dedicato interamente alla figlia, una confessione del padre alla propria creatura, con forte desiderio di proteggerla dal mondo che c’è là fuori. Jannacci nelle interviste ha parlato di un messaggio intimo. Ecco, per lanciare intimità la traccia musicale proposta è perfetta. Ma non c’erano dubbi che un artista simile commettesse errori in tal senso.

RANCORE | Eden
Con Daniele Silvestri lo scorso anno vinse il prestigioso premio della critica Mia Martini, quest’anno il rapper romano partecipa in solitaria alla kermesse. Nessuna sorpresa sul genere (hip hop), il brano di grande impatto è prodotto da Dardust e racconta in rima le scelte che un uomo compie durante la propria esistenza, con fare precipitoso e frettoloso. La vita è fugace in egual modo, da cogliere al volo.

JUNIOR CALLY | No grazie
Da YouTube all’Ariston in tre anni, accumulando 40 milioni di visualizzazioni. La scelta di portare al festival il rapper della periferia romana è stata contestata moltissimo in questi giorni. Ma limitiamoci all’esibizione di ieri: giunto sul palco senza maschera, ha portato una canzone dal ritmo serrato, pesante e incalzante. Metrica semplice, stile graffiante. Nel complesso è un brano orecchiabile, ma stride con il contesto del Festival di Sanremo. Infatti, è ultimo.

GIORDANA ANGI | Come mia madre
Giordana è una forza della natura, lo dimostra con questa canzone interamente scritta da lei. Con il festival corona un sogno che cullava già da un po’. Una voce praticamente inimitabile dà vita ad un testo personale e autobiografico, incentrato sulla figura della madre. Ci si aspettava però qualcosa in più.

MICHELE ZARRILLO | Nell’estasi o nel fango
All’1:23 arriva il momento di Zarrillo, alla tredicesima partecipazione. È il meno giovane fra tutti e “s’è fatta ‘na certa”, come si dicono dalle sue parti, ma il cantautore è fresco come una rosa, sprigionando adrenalina da vendere con un brano che invita al contatto umano, a prendersi il coraggio di rischiare. Non è l’unico ad affrontare questo delicato tema, oggi prioritario. Aspettiamoci un piazzamento entro metà classifica.


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