Gli automatismi sono un pericolo?

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Radio Number One e il Gruppo Assicurativo Helvetia ti guidano nel mondo della sicurezza in strada, con consigli utili per  una copertura ottimale del tuo veicolo e dei suoi passeggeri.

Con l’aiuto di diversi esperti, affrontiamo anche il tema della sicurezza dei bimbi in auto. Ecco la puntata di questa settimana.

VIAGGIARE SICURI: PUNTATA 13

Come può verificarsi il Black out o meglio questo automatismo inconscio che può provocare l’abbandono del figlio in auto?

Risponde Lucilla Bottecchia Psicoterapeuta, Co-Autrice del Libro “Genitori al Lavoro” e Mamma.

Noi viviamo tanto di routine. La ripetitività delle nostre azioni, la quotidianità dei sempre maggiori impegni porta il soggetto a vivere l’uniformità della consuetudine con il coinvolgimento di una minima parte di emozioni e di pensiero cosciente. Fermarsi a sentire un profumo o ammirare un colore sarebbe insensato perché ci farebbe arrivare in ritardo. Pian piano le azioni ripetute diventano automatiche e, secondo alcuni ricercatori, passerebbero alla gestione di quella parte della corteccia cerebrale chiamata motoria.

Questo automatismo, questa specie di riflesso inconsapevole, scatta in ognuno di noi e risulta spesso adattivo. In questi frangenti non siamo totalmente presenti alla nostra coscienza e agiamo senza prestare attenzione. L’esempio classico è la guida nel percorso quotidiano tra casa e lavoro, sempre con lo stesso percorso, che alla fine possiamo fare senza pensare, quasi senza accorgersene; la nostra memoria motoria ci libera dal dover pensare le azioni di routine che dobbiamo ancora fare perché il completamento del compito è routine già collaudata. Così possiamo percorrere la strada in modo automatico mentre già programmiamo mentalmente la riunione in ufficio e ci assicuriamo di avere gli ingredienti per la cena nel frigo.

Sono automatismi che intervengono ad alleggerirci la vita, cerchiamo di svolgere i nostri compiti con il minimo sindacale di coscienza, senza pensare, senza sentire. Viviamo tempi frettolosi, competitivi; fermarsi è un lusso, rimanere indietro è una disfatta. Così molti genitori, molte mamme si sentono sole, affaticate, sempre con un tempo da rincorrere piuttosto che da vivere e custodire. La difesa più comune di fronte ad un tempo che incalza è l’affidarsi alla potenza degli automatismi. Facciamo tutto in serie, col minimo dispendio di partecipazione emotiva e di tempo. Così succede che il genitore “dimentichi” di lasciare il bimbo da qualche parte (frequentemente all’asilo) e continui nei suoi impegni come se lo avesse fatto. Certo è più facile che si verificano questi automatismi se il bambino dorme ed è tranquillo(in modo che, non sentendolo, possiamo dare per scontato che l’abbiamo già portato a scuola.)




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