Brexit e la musica britannica: in atto un accordo tra le major per continuare ad ascoltare musica londinese

Dopo l’avvio dei giorni scorsi dell’iter formale di divorzio del Regno Unito da Bruxelles, con la consegna da parte dell’ambasciatore britannico all’Ue, Tim Barrow, della lettera di notifica dell’articolo dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, firmata da Theresa May, è emerso che uno dei primi settori a pagarne delle conseguenze sarà l’industria musicale britannica.

Il settore, che si stima abbia un fatturato pari a 3,5 miliardi di sterline, riceve una sostanziale quota delle proprie entrate da vendite e diritti d’autore sul mercato europeo. Artisti come gli Oasis e Ed Sheeran godono di un grande seguito nel vecchio continente ma sono sorte forti preoccupazioni che, a seguito della Brexit, la vendita e diffusione via radio di musica Made in UK potrebbero andare incontro a dazi e restrizioni.

Una possibile soluzione in corso di valutazione da parte del team di negoziazione prevede un reciproco accordo secondo il quale, per ogni brano di artisti Britannici trasmesso da emittenti europee, un brano di un artista continentale e quindi anche italiano dovrà essere trasmesso da una stazione d’oltremanica.

Sull’argomento è stato raggiunto Grant Benson, noto presentatore inglese che da oltre 30 anni è on air sulle principali emittenti radiofoniche italiane ,il quale ha commentato: ” Questo possibile accordo potrebbe essere una grande occasione per i nostri cantanti e cantautori italiani, come Gigi D’Alessio, per aumentare il proprio pubblico oltremanica”.


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