“Schumacher” in anteprima mondiale su Netflix dal 15 settembre: un viaggio nella vita di Michael Schumacher; la storia di un uomo che ha sempre inseguito la perfezione. E poi il silenzio.
Il ritratto di un uomo che ha scritto la storia, le urla di gioia e poi il buio. Il racconto di una quotidianità – quella di Michael Schumacher – che dal 2013 è sospesa nel silenzio. Tutto questo è Schumacher, il nuovo docufilm Netflix – in anteprima mondiale dal 15 settembre -, che raccoglie immagini di archivio inedite e interviste esclusive a familiari e amici (Jean Todt, Luca Cordero di Montezemolo, Piero Ferrari e tanti altri). Un documentario per chi ama la vertigine della velocità e per chi, per anni, è rimasto inchiodato davanti alla televisione, col fiato sospeso, sperando di poter cantare, ancora una volta, l’Inno di Mameli.
LE CONDIZIONI DI SALUTE – Dal 29 dicembre 2013 – data del drammatico incidente sulle piste da sci di Meribel, in Francia – Michael Schumacher vive in una bolla, dalla quale combatte la sua quotidiana battaglia per la vita. Al suo fianco la moglie Corinna e i figli Gina e Mick, che ha intrapreso la stessa carriera del padre. Al momento, il sette volte campione del mondo di Formula 1 è seguito, nella sua abitazione sul Lago di Ginevra – da un’equipe di medici e infermieri.
IL MITO DI SCHUMI – «Michael Schumacher», ha esordito Sabine Kehm, sua storica portavoce, «ha ridefinito l’immagine professione di un pilota e ha fissato nuovi standard. Nella sua ricerca della perfezione, non ha risparmiato né se stesso né la squadra, portandoli ai più grandi successi». E aggiunge: «Per questo è ammirato in tutto il mondo: per le sue qualità di leader». Dalla cava di ghiaia di Kerpen – dove è nato – al tetto del mondo: quello di Michael Schumacher è stato, finora, un continuo rincorrere la perfezione, andando sempre più veloce, per sentirsi vivo. Ma dietro ogni grande campione, c’è innanzitutto un uomo, un marito e un padre.